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21/02/2011
Chirurgia proctologica per le emorroidi
curare le emorroidi con i nuovi metodo mini-invasivi
La chirurgia proctologica nel corso degli ultimi anni ha fatto passi da gigante, come nel caso delle emorroidi.
Il metodo chirurgico tradizionale utilizzato per rimuovere le emorroidi – conosciuto come metodo Milligan Morgan – è sempre stato temuto dai pazienti perché molto doloroso soprattutto nel decorso post operatorio.
Il metodo prevede l’asportazione delle emorroidi: vengono quindi lasciate ferite aperte che risultano essere decisamente dolorose al momento delle defecazione.
Gli sviluppi della chirurgia proctologica hanno portato allo sviluppo di nuove metodiche chirurgiche per la cura delle emorroidi, poco dolorose e con un decorso post-operatorio rapido rispetto al metodo Milligan Morgan; tra queste, da alcuni anni si sta imponendo il metodo THD.
Il metodo THD è mini-invasivo e non escissionale; non prevede l’asportazione di alcun tessuto, ma sutura i rami terminali delle arterie emorroidali superiori, responsabili dell’iperafflusso di sangue ai cuscinetti emorroidari. In tale modo le emorroidi si sgonfiano e si sfiammano e il problema frequente del sanguinamento viene risolto. Nei casi in cui il sanguinamento è associato a un prolasso delle emorroidi viene praticata una pessia del tessuto che ha ceduto (è un lifting della mucosa prolassata) che viene fissato alla parete del canale anale. Con questi passaggi viene mantenuto il corretto circolo del sangue finalizzato al nutrimento tissutale e vengono preservati i cuscinetti emorroidali che sono di fondamentale importanza nella continenza anale.
Oggi è quindi meno doloroso affrontare le emorroidi; con il metodo THD è anche più facile e meno rischioso, sia per il paziente che per il chirurgo.
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