Purtroppo la visita proctologica è un momento che genera timori e imbarazzi nella maggior parte delle persone.
Tra le paure più ricorrenti emergono:
- Paura di provare dolore;
- Imbarazzo nei confronti del medico (i pazienti donne preferirebbero un medico donna e viceversa per gli uomini sarebbe meglio un medico uomo);
- vergogna nell’esporre il problema legato ad una zona del corpo ancora tabù come l’area anale.
Per tutti questi motivi chi manifesta sintomi di patologie anorettali tende a rimandare il più possibile il contatto con un medico, arrivando quindi ad una visita proctologica tradiva rispetto ai tempi di comparsa dei primi sintomi.
La conseguenza è che patologie proctologiche che se diagnosticate e curate fin dall’inizio si potrebbero risolvere con trattamenti rapidi e poco-invasivi, se diagnosticate in ritardo devono poi essere affrontate con trattamenti terapeutici più impegnativi.
È quindi importante diffondere l’idea che la visita proctologica non sia altro che una visita specialistica, importante per diagnosticare le malattie anorettali e per stabilire un corretto percorso di cura, come tutte le altre tipologie di visite specialistiche.
Bisogna far prevalere il buon senso sulle paure e sugli imbarazzi e rivolgersi al proprio medico di base in caso di sintomi, anche lievi, di patologie anorettali e affrontare di buon grado e con la giusta serenità la visita proctologica, se raccomandata dal medico di base.
La visita proctologica si svolge in un ambiente confortevole. Prima si esegue un colloquio tra medico e paziente, che affronta varie tematiche tra cui il lavoro, le attività sportive svolte, lo stile di vita, le abitudini alimentari. Poi si entra nei dettagli per cercare di capire le abitudini di evacuazione e i sintomi che hanno portato il paziente alla visita proctologica. Esistono anche alcuni questionari che possono aiutare lo specialista proctologo a eseguire al diagnosi.
La visita vera e propria eseguita dopo il colloquio. In genere si esegue con il paziente in posizione fetale o in posizione ginecologica e lo scopo è quello di eseguire un’esplorazione rettale, che viene effettuata con le dita. Generalmente non si prova alcun dolore, anche perché si utilizza un gel anestetico e lubrificante. Il fastidio può essere provocato dal fato che il paziente fa fatica a rilassarsi. A volte si completa la visita con un’anoscopia, per avere un quadro più completo.
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